sabato 31 marzo 2012

Falso plugin Chrome scarica trojan e prende controllo profilo Facebook


Le truffe Facebook truffe che si basano su estensioni maligne del browser non sono nuove, ma si scopre che i truffatori hanno iniziato ad ospitarle sul sito ufficiale di Google Chrome Web Store per rendere il tutto con un looking più legittimo. I laboratori Kaspersky hanno individuato sul sito ufficiale di Google un trojan che viene proposto come estensione per il browser Chrome ed è in grado di prendere il controllo del profilo delle vittime Facebook. L'obiettivo è quello di vendere falsi "mi piace" alle aziende che vogliono rendere più popolare la loro pagina sul social network.

Prima ancora che a investitori e risparmiatori ansiosi di investire capitali nell’ormai prossima quotazione in borsa, Facebook fa gola agli spammer che trovano nuovi sistemi per diffondere il loro malware. L’ultima trovata è quella di utilizzare un virus per prendere il controllo degli account Facebook di ignari utenti e utilizzarli per vendere i loro “mi piace” al miglior offerente. Un servizio molto appetibile, ad esempio, per le tante società di consulenza che promettono alle aziende di guadagnare immediata visibilità sul social network più famoso del mondo.

Secondo quanto riferito dai laboratori Kaspersky, il primo esemplare del virus è stato individuato in Brasile (42 milioni di iscritti a Facebook) e in Portogallo. Il trojan, battezzato JS.Agent.bxo, era disponibile per il download sul negozio Web di Chrome. Non è la prima volta che il sistema del market online lascia campo libero alla diffusione dei virus. Una vicenda simile, infatti, ha interessato lo store di Android sul quale sono comparse numerose app per smartphone che contenevano un virus in grado di rubare informazioni personali e avviare l’esecuzione di software sul terminale infetto.


La sicurezza è uno dei punti deboli della formula adottata da Google, che consente agli sviluppatori indipendenti di pubblicare software sul suo negozio online. Questa volta il virus veniva proposto come estensione per Chrome, ovvero come un modulo aggiuntivo che dovrebbe “arricchire” le funzioni del programma per la navigazione Web targato Google. Che qualcosa non quadrasse, in realtà, avrebbe dovuto essere chiaro da subito. Il trojan veniva infatti presentato come Adobe Flash Player, il diffusissimo software che permette di visualizzare le animazioni in formato Flash.

Come sappiamo Google Chrome integra già un modulo Flash e l’installazione di un Player è quindi perfettamente inutile. Un dettaglio evidentemente sconosciuto agli  utenti che hanno scaricato l’estensione incriminata prima che gli analisti di Kaspersky individuassero il virus. Una volta installato, JS.Agent.bxo avvia uno script che permette l’invio di istruzioni all’account Facebook della vittima. Il legittimo proprietario del profilo non si accorgerà di nulla e potrà continuare ad accedere al social network come sempre, ma il suo account verrà utilizzato anche per altri scopi.

Primo tra tutti quello di garantire una maggior diffusione del virus attraverso l’invio di messaggi a tutti gli “amici” di Facebook, invitandoli a scaricare la medesima estensione per Chrome. In seconda battuta, il trojan si dedica all’assegnazione degli ambiti “mi piace” a pagine selezionate dall’autore del virus. Molti non capiscono come i truffatori possono fare soldi con i loro profili di Facebook, ma in realtà la compromissione degli account social può essere sfruttata in molti modi. Prestate attenzione quando si usa Facebook. E pensare due volte prima di installare una estensione di Google Chrome.

Fonte: Kaspersky Lab
Via: Il Fatto Quotidiano

mercoledì 28 marzo 2012

Ue: nasce centro vs cybercrime, violati 600mila account di FB in 24h


La Commissione europea ha proposto oggi di istituire un Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica al fine di proteggere i cittadini e le imprese europee da queste crescenti minacce. Il Centro sarà istituito presso Europol, l’Ufficio europeo di polizia con sede all’Aia, nei Paesi Bassi. Il Centro sarà il punto di riferimento europeo per la lotta alla criminalità informatica e si concentrerà sulle attività illegali online svolte da gruppi della criminalità organizzata, in particolare quelle che generano ingenti proventi illeciti, quali le frodi perpetrate online tramite l’abuso di carte di credito e coordinate bancarie.

venerdì 23 marzo 2012

Facebook: da oggi cambiano le norme sulla privacy, ecco le modifiche


Facebook stravolge nuovamente la privacy. Anzi, l’ha già fatto. All’indirizzo sul social network non c’è più una pagina relativa alla privacy, ma quella relativa alla Normativa sull’uso dei dati. Tecnicamente, le cose cambieranno dalle 17 di oggi, quando scadrà il tempo concesso agli utenti per commentare e discutere l’Aggiornamento della Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità, che ha ricevuto poca o nulla attenzione. La privacy su Facebook diventerà così il modo in cui condividiamo i nostri dati.

Di che si tratta? Facebook spiega: “[...] un documento importante che descrive il nostro rapporto con gli utenti e altri soggetti che interagiscono con Facebook. Molte delle modifiche sono di tipo amministrativo [...] mentre altre intendono rendere pratiche e normative ancora più chiare”. Come richiesto dalla Federal Trade Commission, per altro. L’accordo siglato prevede che prima di cambiare la gestione dei dati degli utenti, Facebook debba ottenere la loro approvazione. Se prima delle 17 oltre 7mila persone avranno commentato l’annuncio dei cambiamenti alla privacy, Facebook sarà costretta a chiedere un parere a tutti gli utenti, come ricorda PcWorld.

Considerando che ieri sera il documento in lingua inglese aveva raccolto poco più di 900 commenti in un mese, e per lo più centrati su quanto è brutta la Timeline, probabilmente non ci saranno sondaggi di sorta. Il documento con le modifiche apportate è consultabile on line in inglese. Una delle variazioni più interessanti è quella che riguarda il trattamento dei dati da parte delle applicazioni. Ora quando un amico che può vedere i nostri dati o le nostre informazioni utilizza un’applicazione, questa è in grado di vedere lei stessa i nostri dati e informazioni. Succedeva anche prima, ma non era specificato nel documento sulla privacy.

Facebook esplicita gli atteggiamenti richiesti all’utente per garantire la sicurezza stessa del network. Per questo sono ora vietate anche applicazioni per gli incontri on line. Se prima l’utente non poteva modificare il comportamento proprio di Facebook, ora non può neppure più interagire con il modo in cui questo appare. Sarà la morte delle app che ne modificano l’aspetto?


Come condizione all’uso del network Facebook introduce la promessa che “non taggherai utenti se sai che non hanno piacere di essere taggati”. Il riferimento sembra essere a quei non utenti di Facebook introdotti e citati a più riprese, in particolare nella definizione di “informazioni” come persone che, al pari degli utenti, interagiscono con il network. Sotto il profilo mobile, con le modifiche introdotte l’utente permette che chi ha il diritto di vedere i propri dati li possa utilizzare, tramite Facebook o un’app, per sincronizzarli per esempio sulla rubrica del telefono.

Il resto sono relativamente piccole cose, salvo al punto 14.4 quando Facebook spiega che l’uso continuo del network successivo a eventuali cambiamenti introdotti dalla policy sui dati personali costituisce accettazione degli stessi. Queste e altre modifiche sono state contestate da Sarah Downey di Abine, agenzia di privacy on line di Boston, che ha espresso le proprie lamentele sul network e le ha inviate alla FTC. L’intervento della Downey ha avuto eco perché ripreso da Read Write Web.

Più che le modifiche però, la Downey ha colto l’occasione per sollevare il tema delle politiche di gestione dei dati di Facebook: il divieto di creare più account e di usare profili anonimi violerebbe quanto previsto dal primo emendamento della costituzione degli Stati Uniti, a cui si sono rifatti diversi tribunali americani per tutelare il diritto all’anonimato; Facebook richiede all’utente di tenere i propri dati sempre aggiornati; alle applicazioni è richiesto di impegnarsi a cancellare tutti i dati degli utenti che ne fanno richiesta e offrire loro uno strumento per farlo, mentre il network si limita a offrire un bottone per disattivare l’account, senza cancellarlo.

Fonte: Wired

Consegna il tuo nome utente e password Facebook se vuoi un lavoro


Un datore di lavoro o un allenatore sportivo che accede all'account di Facebook o di Twitter per leggere i commenti o vedere le foto dei dipendenti o degli atleti violerebbe le leggi contro la pirateria informatica. A meno che non siano gli stessi lavoratori/studenti a rivelare i propri dati personali. E sembra proprio questa la strada che stanno seguendo molti manager e molte scuole per tenere d'occhio impiegati e sportivi.

Nel Maryland, ad esempio, i responsabili delle risorse umane del Department of Corrections, l'ente che si occupa della sorveglianza dei detenuti, chiedono agli aspiranti dipendenti login e password di Facebook per controllare amici, bacheca e fotografie. In molti stati USA, anche gli studenti che praticano sport nei college sono stati costretti ad accettare l'amicizia del proprio allenatore, o rivelare i propri dati di accesso all'account del social network.

Un caso emblematico è rappresentato dalla University of North Carolina che ha inserito nel proprio regolamento la norma in base alla quale un allenatore o un amministratore "deve avere accesso e monitorare regolarmente il contenuto e i post dei membri della squadra sui social network "; ma sopratutto specifica che "il dipartimento di atletica si riserva anche il diritto di avere altri membri dello staff che controllino i messaggi degli atleti".

I college si stanno rivolgendo ad aziende specializzate nel monitoraggio dei social media per richiedere programmi specifici che automatizzino il compito. Tali software offrono "la valutazione della reputazione" e sono in grado di lanciare allarmi se i profili degli altleti sono un po' troppo sopra le righe.

Le pratiche usate dagli esperti delle risorse umane del Department of Corrections del Maryland erano venute già a galla lo scorso anno, quando Robert Collins, un giovane che era aveva sostenuto un colloquio al Dipartimento, denunciò all'American Civil Liberties Union (ACLU) che, durante un colloquio, fu costretto a rivelare il proprio nome utente e la password di Facebook. Il Department of Corrections dovette sospendere per 45 giorni questa singolare praticadi selezione del personale.


L'ente ha ora dichiarato che il controllo dei profili degli aspiranti lavoratori sui social network è necessario per evitare di assumere guardie con potenziali legami a una banda criminale. Inoltre ha sottolineato il carattere assolutamente volontario della rivelazione dei dati personali e ha fatto sapere che solo cinque degli 80 neoassunti ha negato l'accesso.

Per i college, al contrario, questa "abitudine" sembra obbligatoria: niente login? niente sport. Per l'avvocato Bradley Shear queste richieste di accesso violano il primo emendamento: "Stanno dicendo agli studenti che se si vuole giocare si deve avere l'allenatore tra gli amici. Questo è molto preoccupante - ha dichiarato Shear - Forse queste pratiche vanno bene se si vive in un regime totalitario, ma abbiamo ancora una costituzione che ci protegge".

"Questa è una violazione della privacy" ha affermato Melissa Coretz Goemann, la direttrice del settore legislativo della ACLU del Maryland. Goemann ha inoltre sollevato un problema di non poco conto: "La corsa al monitoraggio delle persone viola i termini e le condizioni di servizio di Facebook". Il portavoce del sito in blu, Frederic Wolens, conferma e avverte: solo il titolare dell'indirizzo di posta elettronica è considerato il proprietario dell'account Facebook e "vietiamo a chiunque di richiedere le informazioni di accesso che appartengano a qualcun altro".

Rispetto allo "spionaggio" degli atleti delle università, il controllo dei lavoratori sembra essere meno diffuso: ma non è un fenomeno trascurabile. Basti ricordare il celebre caso in cui Apple ha licenziato un impiegato britannico che postava commenti negativi sui prodotti dell'azienda su Facebook. Ma non si tratta solo di social network: un dipendente del governo australiano ha perso il lavoro perché troppo interessato alle grazie femminili, e non è certo il primo caso di dipendenti che trovano la via della porta per aver usato il PC aziendale per scopi privati non in linea con le policy di decoro.

Fonte: Punto Informatico

martedì 20 marzo 2012

GFI Labs: recrudescenza di falsi programmi antivirus che infettano i PC


GFI Software ha rilasciato oggi il suo VIPRE® Report di Febbraio 2012, una raccolta delle 10 minacce più diffuse incontrate durante il mese. Più in particolare, GFI Labs ha documentato una nuova ondata di falsi programmi antivirus (o rogue AV) sul suo Malware Protection Center blog. In crescita dall'inizio dell'anno, il mese scorso ha portato un picco significativo nelle nuove varianti di rogue AV.

Molti programmi rogue AV vengono distribuiti tramite spam contenenti link pericolosi per l'exploit Blackhole, uno strumento utilizzato dai cybercriminali per indirizzare le vulnerabilità senza patch in applicazioni software di leader del settore come Microsoft e Adobe Systems Inc. 

Gli utenti infettati da rogue AV possono essere reindirizzati a siti Web fraudolenti, che hanno dirottato i loro sistemi da programmi che appaiono per la scansione dei loro computer o afflitti da avvisi di messaggi virus e altri rischi per la sicurezza PC. Queste tattiche di scareware ingannano gli utenti per fornire dati della carta di credito per acquisti di protezione inesistenti.

"Nonostante la velocità di diffusione degli antivirus fasulli sia rallentata alla fine dello scorso anno, stiamo assistendo ad una loro recrudescenza e, in ogni caso, questa rimane una delle tecniche più utilizzate dai criminali informatici”, ha affermato Chris Boyd di GFI Software, analista senior per i rischi informatici. 

“Gli utenti non devono assolutamente abbassare la guardia. E’ necessario valutare sempre e attentamente qualsiasi tipo di software che sembri aver infettato il PC (anche se sembra autentico) che richieda un numero di carta di credito o la condivisione di dati sensibili, soprattutto se si tratta di un software che non è stato installato né da voi né dai vostri dipendenti".


I programmi Av Rogue sono continuamente ottimizzati nel tentativo di evitare il rilevamento, con le nuove varianti di queste applicazioni maligne che si propagano ogni 12 - 24 ore. Di fronte a sospetti di rogue AV, gli utenti possono visitare il Malware Protection Center per un consiglio la rimozione o scaricare lo strumento gratuito GFI Software di rimozione virus, VIPRE ® Rescue.

Target dei criminali informatici:  tasse, festività e giochi
Il mese scorso i phisher si sono spacciati per rappresentanti di Intuit Inc., gli sviluppatori di TurboTax ®, un popolare programma di preparazione fiscale. Le vittime hanno detto che devono verificare i propri dati fiscali a causa di una discrepanza con le informazioni dal Social Security Administration e solo cliccando sui link sono stati portati agli exploit Blackhole. 

Nel frattempo, e-mail che pretendono di venire dalla American Institute of Certified Pubblic Accounts hanno inviato avvisi di "frode di illegale dichiarazione dei redditi", al fine di spaventare le vittime in apertura di allegati maligni camuffati da legittimi documenti. Una più tradizionale campagna cybercrime ha preso di mira gli utenti di Tumblr il mese scorso con la promessa di un buono da $ 500 di Victoria's Secret. 

Come per i precedenti attacchi di spam Starbucks che offrono buoni e biglietti aerei gratuiti, questi post Tumblr di finta legittimità sostengono di provenire da un "Blog Personale Tumblr." Gli utenti che hanno cliccato sui link sono stati invitati a iscriversi a diverse offerte e fornire informazioni personali al fine di rivendicare il loro buono. 

I giocatori sono stati presi di mira attraverso i video di YouTube che incoraggiano gli utenti a scaricare un programma che genera i codici che possono essere convertiti in punti gratuiti di Microsoft , la valuta di Xbox LIVE ® Marketplace. Il generatore di falsi ha spinto la vittima a compilare sondaggi vari per ricevere una password e continuare la generazione del codice.

La Top 10 delle minaccie rilevate a Febbraio
Il GFI top 10 di rilevamento delle minacce è stato compilato a partire dai dati raccolti dalla scansione di decine di migliaia di clienti Antivirus GFI VIPRE che fanno parte del sistema automatico GFI ThreatNet ™ di rilevamento delle minacce. Le statistiche ThreatNet hanno rivelato che i Trojan, ancora una volta ha dominato la lista, prendendo la metà dei primi 10 punti.


Informazioni su GFI Labs
GFI Labs è specializzata nella scoperta e l'analisi delle vulnerabilità e malware pericolosi. Il team di specialisti della sicurezza si dedicano attivamente alle ricerche di focolai di nuovi malware, la creazione di nuove definizioni delle minacce su una base costante per i prodotti VIPRE antivirus home e commerciali.

Informazioni su GFI
GFI Software fornisce la sicurezza web e mail, archiviazione e software fax, networking e la sicurezza e ospita soluzioni IT per le aziende di piccole e medie imprese (PMI) attraverso una vasta comunità partner globale. I prodotti GFI sono disponibili sia come soluzioni on-premise, nel cloud o come un ibrido di entrambi i modelli di delivery. 

Con la premiata tecnologia, una strategia di pricing competitivo e una forte attenzione alle esigenze specifiche delle PMI, GFI soddisfa le esigenze IT delle organizzazioni su scala globale. L'azienda ha uffici negli Stati Uniti, Regno Unito, Austria, Australia, Malta, Hong Kong, Filippine e Romania, che insieme supportano centinaia di migliaia di installazioni in tutto il mondo. GFI è orientata alla collaborazione con migliaia di partner in tutto il mondo ed è anche un Microsoft Gold Partner ISV.

Fonte: GFI Italia

venerdì 16 marzo 2012

Oltre il 51% del traffico Web non è generato dall'uomo ma da macchine


I più suggestionabili potranno vederci un presagio dello Skynet di Terminator e in effetti, messo giù in un certo modo, il report della società di sicurezza Internet Incapsula suona angosciante: la maggioranza assoluta del traffico Internet riferito al World Wide Web sarebbe messo in moto da algoritmi e automatismi computerizzati, e molto di questo traffico sarebbe di tipo nocivo. Spam, tentativi di hacking, cracking, ecc. In questo scenario l'attività degli esseri umani è una triste minoranza. Data la natura della società che l'ha pubblicata, la ricerca è chiaramente volta a enfatizzare il ruolo di Incapsula nella protezione dei dati su server, ma permette ugualmente di avere un'idea su chi sono i nostri compagni di web surfing.

Per la precisione, la percentuale di traffico generato dalle macchine (che esclude file sharing e in generale qualunque protocollo fuori dall'http) arriva al 51% contro il 49% dell'attività mossa dai clic umani. Di questo 51%, continua Incapsula, c'è un innocuo 20% frutto degli algoritmi dei motori di ricerca: sono gli spider di Google, Bing e compagnia che curiosano sui siti per indicizzarli nei propri database. Resta un 31% composto di attività minacciose. Nello specifico, un 2% del traffico web deriva dagli spam bot: programmi specializzati a lasciare annunci pubblicitari e link di dubbia provenienza in forum, blog e social network (come ad esempio Facebook e Twitter) sottraendo, oltretutto, una parte consistente della banda.


Il 5% è l'attività degli scraper: algoritmi che copiano il contenuto dei siti per incollarlo su altri server o raccoglierne gli indirizzi e-mail contenuti da utilizzare nelle liste di spam. Un altro 5% è generato da veri e propri attacchi di hacking: ricerca ed exploit di vulnerabilità presenti sui vari siti sono attività di prova ed errore dal dispendio oneroso in termini di traffico, così come gli attacchi DDoS utilizzati per sovraccaricare le risorse dei server nel mirino. Al primo posto per mole di dati mossa - il 19% di tutto il traffico web - ci sono programmi di analisi creati per monitorare i cambiamenti in determinati siti e informarne gli eventuali competitor in una sorta di spionaggio industriale computerizzato, categorizzati da Incapsula come software-spia di vario genere.

"Poche persone realizzano davvero cosa significa, in termini di sicurezza personale e dei propri device, che più della metà del traffico in rete sia generato da macchine e programmi potenzialmente maligni - ha dichiarato Marc Gaffan, co fondatore di Incapsula al sito di tecnologia ZDnet - senza considerare lo spreco di banda dovuto a tali applicazioni automatiche e che invece potrebbe essere recuperato per altri scopi". Cosa significa questo per il navigatore occasionale? Non molto, in realtà. A preoccuparsi, secondo Incapsula, dovrebbero essere aziende e realtà che ospitano pagine sul web, che si trovano a fronteggiare la situazione giorno dopo giorno (e a cui l'azienda offre i propri servigi). Ma pensare che il web non è dominato da chi l'ha creato fa riflettere.

Fonte: Incapsula
Via: Wired

domenica 11 marzo 2012

Come funzionano il Trova Amici di Facebook e Importazione contatti


Dopo l'iscrizione a Facebook, esistono tre modi per trovare amici o invitarli a iscriversi. Con la Ricerca di amici è possibile cercare i vostri amici digitando i loro nomi nella barra di ricerca nella parte superiore di qualsiasi pagina di Facebook. Se non vedete la persona che state cercando, potete filtrare i risultati della ricerca:
  1. Digitate il nome di un amico nella barra di ricerca.
  2. Cliccate sul link Visualizza altri risultati per... in fondo al menu a discesa.
  3. Cliccate su Persone nel menu Filtri di ricerca a destra.
Usate il menu a discesa dei filtri per filtrare i risultati della ricerca per posizione, educazione o posto di lavoro, o aggiungi un'altra opzione di filtro (ad esempio: la ricerca in base alla tua città di residenza ti mostrerà tutte le persone che hanno indicato la stessa città nel loro account)

Importazione dei contatti
Potete importare il vostro elenco di contatti da altri luoghi (ad esempio: il vostro account e-mail) e il sistema troverà i tuoi amici oppure potete cercare fra le persone che potreste conoscere, il tutto nella pagina Trova amici.
  1. Digitate Trova amici nella barra di ricerca nella parte superiore di qualsiasi Pagina Facebook e cliccate sul primo risultato.
  2. Cliccate sul nome dell'account che desideri utilizzare (ad esempio: AOL).
  3. Inserite le informazioni di accesso per l'account (ad esempio: e-mail e password). Nota: Facebook non memorizza la password.
  4. Cliccate su Trova amici.


Dopo che Facebook ha importato i contatti, potete inviare una richiesta di amicizia a qualsiasi vostro amico che già possiede un account Facebook (cliccate su Aggiungi amico) o inviate un invito agli amici che non sono su Facebook.

Come filtrare "Persone che potresti conoscere" in base a luogo, scuola, lavoro, ecc.
Dalla pagina Trova amici, scorrete fino a "Persone che potresti conoscere" e cliccate su "Mostra tutti". Accederai alla pagina browser amici. Qui, potete filtrare "Persone che potresti conoscere" per:
  • Città natale
  • Città in cui ti trovi adesso
  • Scuola
  • Università
  • Datore di lavoro
  • Amici in comune
Se selezionate più caselle nella stessa sezione (ad esempio, se selezioni le città in cui risiedete adesso Roma e Milano), vedrete persone che hanno affermato di risiedere a Roma o Milano.

Se selezionate più caselle in sezioni diverse (ad esempio, se selezioni come la città in cui vi trovate adesso Roma e come datore di lavoro Facebook), vedrete le persone che hanno affermato di risiedere a Roma e di lavorare per Facebook. Per visualizzare un elenco di problemi noti relativi al Trova amici, cliccate qui.

Invio di inviti individuali agli amici
Potete anche invitare i vostri amici individualmente dalla pagina Invita i tuoi amici. Inserite gli indirizzi e-mail degli amici che desiderate invitare, aggiungete un messaggio personale (opzionale) e cliccate su Invita i tuoi amici.


Nota: Quando inviti gli amici a iscriversi a Facebook, il sistema salva un elenco di tali contatti in modo che tu possa vedere chi hai invitato e a chi hai inviato promemoria. Puoi sempre gestire il tuo elenco di contatti e controllare gli inviti e i promemoria che gli amici di tale elenco ricevono. Scoprite come fare.

Cos'è "Persone che potresti conoscere"?
"Persone che potresti conoscere" vi aiuta a trovare persone che potreste conoscere. Le persone vengono visualizzate in base agli amici in comune, alle informazioni relative a lavoro e istruzione, alle reti di cui fate parte, ai contatti che avete importato e a molti altri fattori.

Poiché la formula di Facebook è automatica, potreste occasionalmente visualizzare persone che non conoscete o delle quali non desiderate essere amico. Per rimuoverle dalla visualizzazione, cliccate sulla X accanto ai loro nomi. Ricordate: Facebook non invia mai richieste di amicizia da parte vostra alle persone incluse in questo elenco.

Come fare a gestire i contatti che caricate dalla pagina Trova amici (ad esempio: rimuovere contatti, inviare inviti di promemoria, ecc.)
Se invitate gli amici a iscriversi a Facebook dalle pagine Trova amici o Invita i tuoi amici, il sistema salva un elenco delle persone che avete invitato e invia loro promemoria per l'iscrizione.

Usate questo elenco per vedere quali amici si sono iscritti, rimuovere contatti e inviare promemoria aggiuntivi. Potete anche eliminare tutti i vostri contatti, e annullare così qualsiasi promemoria di invito programmato, cliccando sul link Rimuovi tutti i contatti importati.


Come fare a rimuovere i contatti che avete importato in Facebook dalla Pagina Trova amici.
Puoi rimuovere tutti i contatti che avete importato contemporaneamente o gestire i contatti usando questa lista.

Sebbene non sia possibile ritirare gli inviti già inviati, potete eliminare i contatti dalla cronologia degli inviti. In questo modo non verranno inviati dei promemoria a tali persone.

Come fare ad aggiungere a Facebook le persone della vostra lista di amici di AIM.
Potete invitare le persone della vostra lista di amici di AIM dalla pagina Trova amici. Per scoprire come, leggete la sezione Importa i tuoi contatti.

Cos'è il bot di Facebook?
Il bot di Facebook (AIM: facebook) avviserà i vostri amici degli inviti e richieste di amicizia che avete inviato loro usando Trova amici su AIM Instant Messenger. Se desiderate bloccare gli avvisi del bot di Facebook, potete inserire "Stop" o "Annulla" in un messaggio istantaneo con il bot di Facebook. Per saperne di più sulle funzioni del bot di Facebook digita "Help" (Aiuto) in un messaggio istantaneo con il bot di Facebook.

sabato 10 marzo 2012

Adescava minorenni su Facebook e Netlog, arrestato maestro di volley


Adescava giovani ragazze su Internet nascondendosi dietro falsi profili creati su diversi social network e presentandosi come un ragazzo 15enne. Un 49enne, allenatore di pallavolo femminile, è stato arrestato dai carabinieri di Trezzano sul Naviglio (Milano) nell'hinterland milanese, per reati a sfondo sessuale.

L'uomo, residente a Trezzano ma domiciliato a Sesto San Giovanni, aveva diversi precedenti per reati a sfondo sessuale e contro minorenni con interdizione perpetua dai pubblici uffici e da attività in strutture frequentate da minori. Nonostante ciò fino al 2011 era riuscito a ottenere l'incarico di allenatore in diverse squadre femminili di pallavolo, tra cui l'Audax di Corsico (squadra femminile under 16), il Cesano Boscone (squadra femminile under 12) e, in ultimo, il Trezzano sul Naviglio. Le indagini sono iniziate in gennaio proprio quando i carabinieri hanno scoperto che qualche mese prima l'arrestato era stato già allontanato dalla squadra femminile di pallavolo del Cesano (under 12).


Per adescare le sue vittime l'allenatore aveva creato due falsi profili Facebook attraverso i quali si presentava come un ragazzo di 15 o 16 anni. Aveva inoltre tre utenze telefoniche cellulari che utilizzava per scambiare messaggi con le ragazzine. Nei suoi telefoni i militari hanno trovato fotografie di giovanissime, tutte di età compresa tra i 13 e i 17 anni e conosciute tramite i social network Facebook, Messenger e Netlog, spesso in atteggiamenti erotici.


Quello che però ha colpito gli investigatori è l'abilità del 49enne nel calarsi nei panni di un adolescente. Dopo i primi contatti partiva infatti un "corteggiamento virtuale" seguito da un "bombardamento psicologico", fatto di discorsi provocanti e ammalianti, con l'evidente finalità di indurre le vittime a sottomettersi e assoggettarsi al fantomatico giovane "Simone".

In questo modo riusciva a procurarsi materiale pornografico dalle ragazzine, tutte di età compresa tra gli 11 e i 16 anni. Nonostante si dimostrassero spesso estranee a tali pratiche, secondo i carabinieri il pedofilo riusciva, in una sorta di condizionamento psicologico, a indurle e istruirle su cosa fare e sul significato di alcune parole. Il linguaggio, in particolare, dopo una prima fase piuttosto amichevole e sentimentale, diveniva sempre più volgare e aggressivo. Un atteggiamento di chiara pericolosità sociale che ha indotto alla sua custodia cautelare nel carcere di San Vittore. L'indagato, in particolare, aveva adattato il proprio linguaggio all'età delle vittime e nelle conversazione usava termini, soprannomi e appellativi tipici dell'adolescenza.

Fonte: TM News
Permalink: http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20120310_151033.shtml

venerdì 9 marzo 2012

Messaggi da falso Facebook Security rubano profilo e dati carta credito


Sono stati segnalati su Facebook messaggi in posta e chat che invitano alla conferma del proprio account a causa di attività "sospette" e richiedono l'inserimento delle credenziali di accesso e dei dati della carta di credito. La motivazione sarebbe da attribuire a presunte segnalazioni sul social network inviate da altri utenti. Ignoti criminali ottengono le password di Facebook tramite tecniche di phishing: entrano infatti negli account di alcuni membri, inviando poi dei messaggi ai loro contatti contenenti un invito a cliccare su un link che collega ad una falsa pagina di verifica del social network. In questo modo le ignare vittime, inserendo la propria mail e password credono che il sito sia  appartenente a Facebook, ma forniscono in realtà il controllo del proprio profilo ai malfattori. Il messaggio che si potrebbe ricevere recita testualmente:


Accounƭ Securìƭy
Facebook has been detected suspicious activity on your Facebook account and now under Facebook investigation as a security violation action.
This problem issue can lead your facebook account from being suspended or disabled permanently.
http://mail.confirmation-of-*******-facebook.com/
Facebook © 2012. All Rights Reserved
Accounƭ Securìƭy
Facebook ha rilevato attività sospette sul proprio account Facebook e ora siete sotto inchiesta Facebook come azione di violazioni della sicurezza.
Questo problema può portare alla sospensione o disattivazione in modo permanente del vostro account Facebook.

[LINK SCAM]

Con regolare spoofing, gli aggressori tentano di ottenere dati individuali attraverso l’invio di falsi messaggi su Facebook che sembrano provenire dal vero Facebook Security. Si tratta del cosiddetto attacco omografo, cioè quando un individuo crea una profilo che sembra riportare il nome di una pagina ufficiale di Facebook. Per far ciò gli aggressori utilizzano delle lettere che bypassano i sistemi automatici di verifica dei nomi del social network. Se clicchiamo sul link veniamo rimandati ad una presunta pagina di verifica dove leggiamo:


Warning Account Disabled
Be sure you have provided a contact email address that belongs to you or are logged into an account that belongs to you. For security reasons, we cannot provide information about the reported account if you email us from an address associated with another user's account.
Please Fill Your Correct Information Below To Verify Your Account.All of your information should match the information on your account.

Attenzione Disabilitazione Account
Assicurarsi di aver fornito un indirizzo email di contatto che vi appartiene o siete collegati ad un account che appartiene a voi. Per ragioni di sicurezza, non possiamo fornire informazioni sull'account segnalato se un'e-mail è stata inviata da un indirizzo associato all'account di un altro utente.

Si prega di compilare correttamente le informazioni sotto per verificare l'account.
Tutte le informazioni devono corrispondere alle informazioni sul vostro account.

Dopo aver confermato avremo consegnato il nostro account e i dati della carta di credito ai malfattori. In realtà la truffa si rifà ad un sistema legittimo di verifica dell'account Facebook.

I consigli sono sempre gli stessi:
Non cliccare mai link sospetti: è possibile che i vostri amici possano inviare involontariamente spam, virus o malware attraverso Facebook, se i loro account sono stati violati o infetti. Entrate sempre su Facebook.com: assicurarsi che quando si accede al sito, si accede sempre  ad una pagina Facebook legittima con il dominio facebook.com. Se qualcosa sembra essere sospetto, andate direttamente a www.facebook.com. Non fate clic su questo materiale e non eseguite alcun file EXE sul vostro computer senza sapere di cosa si tratta. Inoltre, assicuratevi di utilizzare la versione più aggiornata del browser in quanto contengono avvisi di sicurezza importanti e caratteristiche di protezione. Per ulteriori informazioni sulla sicurezza di Facebook: http://www.facebook.com/help/?page=194617457287139.

giovedì 8 marzo 2012

Privacy e diritti su Internet, AVG Technologies pronto per Do Not Track


Le soluzioni di AVG Technologies, società produttrice di software per la sicurezza su Internet e mobile, distribuite da Avangate Italia, sono tra le prime ad essere dotate della funzione contro il tracciamento dei dati degli utenti che prevede la protezione dalla pubblicità mirata e basata sul comportamento individuale. Oggi questo impegno trova ampio sostegno da parte della Casa Bianca, che ha da poco presentato il “Consumer Privacy Bill of Rights”, una carta dei diritti dei consumatori per garantire loro una maggiore tutela nella gestione dei dati da parte delle aziende.

Fra questi figurano ad esempio quello dei consumatori ad esercitare un controllo sui dati personali raccolti e poi utilizzati su internet, il rispetto del “contesto” nel quale questi dati sono stati ottenuti e la garanzia della sicurezza di questi dati. La Casa Bianca ha reso noto inoltre che “le grandi società internet e le reti pubblicitarie online si sono impegnate ad agire per integrare la tecnologia a garanzia dell’anonimato alla gran parte dei navigatori internet così che diventi piu facile per gli utilizzatori controllare i modi in cui vengono rintracciati online”.


Sull’onda di questo regolamento, promosso da Barack Obama in persona, gli operatori del settore dovranno garantire agli utenti il controllo effettivo dei dati immessi in rete, il diritto ad un’informazione trasparente su tutti gli aspetti della privacy e sulle misure di sicurezza per il trattamento dei dati, che devono poter essere rettificati in ogni momento. Non ultimo, la “Carta dei Diritti” suggerisce di creare uno strumento per consentire agli utenti di segnalare direttamente sul proprio browser se vogliono o meno che le attività compiute in rete siano tracciate per scopi commerciali e pubblicitari.

Infatti, la funzionalità “Do Not Track” è già presente in Mozilla Firefox, Explorer di Microsoft, nell'ultima versione del sistema operativo di Apple, Mountain Lion, e arriverà anche su Chrome entro la fine dell'anno. In aggiunta, anche Google e Facebook promuoveranno questa opzione su qualunque browser attraverso un pulsante apposito, consentendo un trattamento più trasparente dei dati personali, soprattutto per quanto riguarda gli scopi pubblicitari. E’ in questo panorama che si inserisce AVG Technologies, società proattiva nella fornitura di strumenti ad elevato valore aggiunto, in grado di garantire alla propria Community ancora più privacy e sicurezza con uno strumento ad hoc.
AVG 2012 è già dotato dei nuovi mezzi per la tutela della privacy
Tutte le versioni SOHO di AVG 2012 (Antivirus ed Internet Security), con l’arrivo del Service Pack 1 vengono dotate gratuitamente di numerosi miglioramenti e tra questi la funzionalità “Do Not Track” che consente agli utenti di non inviare informazioni a server remoti appartenenti ad aziende di advertising. Queste ultime solitamente utilizzano i dati raccolti per analisi di mercato, invio di pubblicità o per finalità di marketing. L’opzione si aggiunge alla cosiddetta “navigazione anonima”, funzione prevista da tutti i browser, che protegge, ripulisce e non conserva i dati sensibili nel pc client. L’obiettivo è dare agli internauti la possibilità di conoscere in quale modo le informazioni personali vengono immagazzinate, a chi vengono diffuse e, soprattutto, di disabilitare il tracciamento della propria attività web in qualsiasi momento.

Fonte: Naper Multimedia

martedì 6 marzo 2012

Vulnerabilità critiche in Adobe Flash Player, aggiornate ad ultima versione


Adobe ha appena rilasciato due aggiornamenti prioritari per versioni di Flash Player 11.1.102.62 e versioni precedenti per Windows, Macintosh, Linux e Solaris, Adobe Flash Player 11.1.115.6 e versioni precedenti per Android 4.x, e Adobe Flash Player 11.1.111.6 e versioni precedenti versioni per Android 3.xe 2.x. Le patch affrontano due vulnerabilità critiche che possono causare un crash e consentire potenzialmente a un utente malintenzionato di assumere il controllo del sistema interessato.

Adobe consiglia agli utenti di Adobe Flash Player 11.1.102.62 e versioni precedenti per Windows, Macintosh, Linux e Solaris l'aggiornamento ad Adobe Flash Player 11.1.102.63. Gli utenti di Adobe Flash Player 11.1.115.6 e precedenti versioni su dispositivi Android 4.x dovrebbero aggiornare ad Adobe Flash Player 11.1.115.7. Gli utenti di Adobe Flash Player 11.1.111.6 e versioni precedenti per Android 3.xe versioni precedenti dovrebbero aggiornare Flash Player alla versione 11.1.111.7.

VERSIONI DEL SOFTWARE INTERESSATE
  • Adobe Flash Player 11.1.102.62 e versioni precedenti per Windows, Macintosh, Linux e sistemi operativi Solaris
  • Adobe Flash Player 11.1.115.6 e precedenti versioni per Android 4.x
  • Adobe Flash Player 11.1.111.6 e versioni precedenti per Android 3.x e 2.x

Per verificare la versione di Adobe Flash Player installata sul vostro sistema, accedere alla pagina Informazioni su Flash Player , oppure fare clic destro sul contenuto eseguito in Flash Player e selezionare "Informazioni su Adobe (o Macromedia) Flash Player" dal menu. Se si utilizzano più browser, eseguire la verifica per ogni browser che avete installato sul vostro sistema. Per verificare la versione di Adobe Flash Player per Android, andare su Impostazioni> Applicazioni> Gestisci applicazioni> Adobe Flash Player xx

SOLUZIONE

Adobe consiglia agli utenti di Adobe Flash Player 11.1.102.62 e versioni precedenti per Windows, Macintosh, Linux e Solaris l'aggiornamento alla versione più recente 11.1.102.63 scaricandolo dall'Adobe Flash Player Download Center. Per gli utenti che non possono effettuare l'aggiornamento a Flash Player 11.1.102.63, Adobe ha sviluppato una versione corretta di Flash Player 10.x, Flash Player 10.3.183.16, che può essere scaricata qui.


Gli utenti di Adobe Flash Player 11.1.115.6 e precedenti versioni su dispositivi Android 4.x dovrebbero aggiornare ad Adobe Flash Player 11.1.115.7 navigando al Marketplace Android su un dispositivo Android. Gli utenti di Adobe Flash Player 11.1.111.6 e versioni precedenti per Android 3.xe versioni precedenti dovrebbe aggiornare Flash Player alla versione 11.1.111.7 navigando al Marketplace Android su un dispositivo Android.

DETTAGLI

Questi 2 aggiornamenti prioritari affrontano vulnerabilità critiche di Adobe Flash Player 11.1.102.62 e versioni precedenti per Windows, Macintosh, Linux e Solaris, Adobe Flash Player 11.1.115.6 e versioni precedenti per Android 4.x, e Adobe Flash Player 11.1.111.6 e versioni precedenti versioni per Android 3.xe 2.x. Queste vulnerabilità possono causare un crash e potenzialmente consentire a un utente malintenzionato di assumere il controllo del sistema interessato.

Questo aggiornamento risolve una vulnerabilità di corruzione della memoria in Matrix3D che potrebbe portare a esecuzione di codice (CVE-2012-0768). Questo aggiornamento risolve errori interi che potrebbero portare alla divulgazione di informazioni (CVE-2012-0769).

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE

Per gli utenti che hanno aggiornato Google Chrome all'ultima versione è necessario riavviare il proprio browser il più presto possibile in quanto Google ha fornito automaticamente la correzione nell'ultimo aggiornamento Chrome 17.0.963.65.

RINGRAZIAMENTI

Adobe desidera ringraziare le seguenti persone e organizzazioni per aver segnalato i problemi pertinenti e per aver lavorato con Adobe per aiutare a proteggere i propri clienti:
  • Tavis Ormandy del Google Security Team (CVE-2012-0768)
  • Fermin J. Serna del Google Security Team (CVE-2012-0769)
Via: Adobe

lunedì 5 marzo 2012

Diaro Facebook disponibile anche per le Pagine, le condizioni d'uso


La Timeline di Facebook approda anche nelle fan page presenti sul social network. Ufficialmente, comunica la compagnia di Palo Alto, è attiva la modifica che coinvolgerà comunque tutte le pagine entro il 30 marzo prossimo. Se per gli utenti classici questa novità non ha cambiato di molto la vita all'interno del social network, per le aziende e i personaggi famosi che utilizzano il format della pagina per i fan le cose andranno diversamente.

Intanto perché non ci sarà più la pagina di benvenuto, mentre apparirà in bella mostra una fotografia dalla dimensioni generose, come già visto nei diari. Questo obbligherà a una ricercatezza dell'immagine, vero biglietto da visita della fan page. Altra novità del tutto inedita è la possibilità di scegliere quei contenuti che potranno rimanere in cima alla timeline per un limite massimo di sette giorni.

Facebook ha poi introdotto la messaggistica privata tra utente e titolare della pagina, esattamente come avviene tra singoli iscritti. Anche i tab cambiano, infine, con un limite massimo di tre visualizzabili. Per cambiare la propria Pagina, basta andare sulla pagina Facebook dedicata all'introduzione di Timeline e cliccare sull'apposito pulsante per visualizzare l'anteprima. Una volta selezionato, l'utente può scegliere se rendere la nuova pagina subito pubblica oppure nasconderla fino a quando non sarà obbligatoria per tutti.


Di seguito le linee guida all'uso delle Pagine Facebook:
  1. Qualsiasi utente può creare una Pagina, ma solo un rappresentante autorizzato dell'oggetto della Pagina può amministrarla. Se il nome di una Pagina è composto solamente da termini generici o descrittivi, verranno rimossi i diritti amministrativi dalla Pagina stessa.
  2. I contenuti pubblicati sulle Pagine sono informazioni pubbliche a disposizione di tutti.
  3. Se un amministratore raccoglie informazioni dagli utenti, deve ottenere la loro autorizzazione, specificare di essere lui/lei (e non Facebook) a raccogliere le informazioni e pubblicare una sua normativa sulla privacy che spieghi quali informazioni raccoglie e come le utilizza.
  4. Quando un utente visita la Pagina di uno sviluppatore, se non ha fornito il suo consenso esplicito autorizzando l'applicazione Facebook o fornendo delle informazioni direttamente sulla Pagina, lo sviluppatore può usare solo le informazioni ottenute da Facebook e l'interazione dell'utente con la Pagina in connessione con tale Pagina. Ad esempio, nonostante sia possibile usare dati in forma aggregata per una Pagina individuale, è vietato combinare le informazioni provenienti da altre fonti per personalizzare l'esperienza dell'utente sulla Pagina in questione, così come non è consentito usare le informazioni relative all'interazione dell'utente con la Pagina in altri contesti (ad esempio dati o personalizzazione su altre Pagine o siti Web).
  5. Le applicazioni presenti sulle Pagine devono rispettare le Normative della Piattaforma di Facebook.
  6. È responsabilità esclusiva dell'amministratore di una Pagina assicurarsi che tutti i concorsi a premi, gare od offerte del genere proposte sulla Pagina rispettino le Linee guida sulle promozioni di Facebook.
  7. È vietato pubblicare inserzioni di terzi sulle Pagine. Le inserzioni o i contenuti commerciali presenti sulle Pagine devono rispettare le Linee guida sulle pubblicità di Facebook.
  8. L'amministratore di una Pagina ne limiterà l'accesso in modo da rispettare tutte le leggi applicabili, nonché le condizioni e le normative di Facebook.
  9. Non è consentito formulare condizioni aggiuntive alle presenti Condizioni d'uso applicabili alla pubblicazione di contenuti su una Pagina da parte di un utente.
  10. I nomi delle Pagine:
  • non devono essere costituiti solo da termini generici o descrittivi (ad esempio "birra" o "pizza");
  • devono usare le lettere maiuscole in modo grammaticalmente corretto, non usare troppe lettere maiuscole né solo lettere maiuscole;
  • non devono includere simboli, compresi, a titolo esemplificativo, troppi segni di punteggiatura o simboli di marchio registrato, e
  • non includere slogan, descrizioni inutili o appellativi superflui. Sono consentiti i nomi delle campagne e/o gli attributi regionali o demografici.


Se la vostra pagina è stata disattivata da Facebook e ritenete che si tratti di un errore (si tratta di errore solo se la pagina rispettava tutte le condizioni d'uso) potete contattare facebook attraverso questo link: http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=page_disabled

Fonte: Facebook - Data dell'ultima revisione: 29.11.11
Via: Adnkronos

sabato 3 marzo 2012

Xerox e McAfee insieme per nuovi livelli di protezione dati confidenziali


Se pensate che i dati confidenziali siano tutelati dalle policy di sicurezza IT della vostra azienda, fareste bene a ricredervi. Secondo quanto emerso da un recente sondaggio commissionato da Xerox e McAfee, infatti, più della metà (54%) dei dipendenti intervistati afferma di non adeguarsi sempre alle policy di sicurezza IT della propria azienda (33%) o di non esserne nemmeno a conoscenza (21%), mettendo a rischio dati sensibili quali ad esempio numeri di carte di credito, report finanziari, informazioni sul personale e documenti di natura fiscale. Il sondaggio rivela che il 39% dei dipendenti che eseguono copie, scansioni o stampe di informazioni riservate nutre qualche preoccupazione circa l'effettiva sicurezza dei dati che transitano su dispositivi collegati in rete.

Per fare fronte a questa problematica, Xerox e McAfee hanno unito le rispettive forze e progettato un sistema di sicurezza in grado di aiutare le aziende a proteggere i dati confidenziali da svariate minacce. Integrando nella tecnologia Xerox il software di McAfee, le due società intendono adottare un metodo di whitelisting che ammetta solo file autorizzati, con livelli di tutela sensibilmente maggiori rispetto alle tradizionali tattiche di blacklisting, che impongono invece all'utente di conoscere e bloccare proattivamente virus, spyware e altri software pericolosi. La soluzione fornisce inoltre una traccia che consente di risalire al momento esatto e alla fonte degli eventi sospetti, prendendo di conseguenza le misure necessarie.


“Ogni giorno emergono oltre 50.000 nuove minacce per la sicurezza, tanto che proteggere i dati aziendali sensibili può risultare una sfida intimidatoria per i responsabili IT, soprattutto se consideriamo che qualsiasi dispositivo collegato ad una rete, sia esso un PC o un fax, può essere esposto ad un tale rischio”, ha osservato Rick Dastin, Presidente dell'Enterprise Business Group di Xerox Corporation. “Questa partnership intende garantire la protezione dei dispositivi e la tutela dei dati aziendali. Nei luoghi di lavoro, le soluzioni Xerox assicurano da sempre una serie di vantaggi, tra cui affidabilità e sicurezza dei documenti. Il nostro solido impegno nel campo dell’innovazione, infatti, ci consente di offrire sempre risorse all’avanguardia per soddisfare le esigenze dei nostri clienti”.

Xerox e McAfee stanno collaborando per ottimizzare i livelli di protezione assicurati dai dispositivi connessi in rete in un'ottica di difesa delle informazioni confidenziali, soluzione più che necessaria stando ai risultati del sondaggio. Dalla ricerca è emerso infatti che alcune aziende non adottano nemmeno le misure minime per ridurre il rischio, ad esempio accertandosi che lo staff conosca le policy IT e utilizzi codici di accesso per le attività di stampa e copiatura. Di seguito alcuni dei principali risultati emersi dallo studio:

  • la metà (51%) dei dipendenti che hanno accesso a dispositivi come stampanti, fotocopiatrici o MFP li utilizza anche con informazioni confidenziali;
  • del 39% di coloro che ammettono almeno talvolta una certa preoccupazione in merito all'effettiva tutela dei dati riservati, l'86% teme rischi per le informazioni personali, il 77% per i dati dei clienti, un altro 77% per le informazioni sul personale e il 70% per le informazioni proprietarie dell'impresa;
  • più della metà (54%) sostiene che i computer rappresentano la minaccia maggiore per la rete aziendale rispetto ad altri dispositivi IT, mentre solo il 6% imputa tale rischio aiMFP;
  • solo il 13% di coloro che utilizzano stampanti, fotocopiatrici o MFP in azienda riferisce di essere tenuto ad inserire un codice di accesso o una password per avere il rilascio di un documento stampato o procedere alla copiatura.

“Il panorama delle minacce si è notevolmente evoluto, fino ad includere tra i suoi bersagli quei dispositivi che in origine non erano considerati veicolo di rischio”, ha spiegato Tom Moore, Vice President of Embedded Sales di McAfee. “Oggi vi è invece la necessità di proteggere anche questi dispositivi, ad esempio i MFP, sui quali transitano informazioni riservate che, se perse o rubate, rischiano di mettere in serio pericolo un'impresa e i suoi dipendenti. La partnership tra McAfee e Xerox risponde esattamente a questo, integrando la sicurezza direttamente nel dispositivo per un livello ottimale di protezione”. Per maggiori dettagli sulla partnership tra Xerox e McAfee, oltre a materiale video e fotografico, visitare l'indirizzo http://www.xerox.com/security.

giovedì 1 marzo 2012

Facebook login, le risposte ai problemi noti relativi all'accesso al sito



Avete effettuato l'iscrizione con il vostro numero di cellulare e ora non riuscite ad accedere.
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  1. Provate ad accedere usando il numero di telefono e la password con cui avete effettuato l'iscrizione.
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  3. Se ancora non riuscite ad accedere, è probabile che si tratti di un problema relativo al browser Web che utilizzate. Dopo aver seguito la procedura riportata sotto, provate ad accedere con il numero di telefono e la password con cui avete effettuato la registrazione. 
  4. Se state provando ad accedere da un computer, potete svuotare la cache ed eliminare i cookie del browser seguendo queste istruzioni.
  5. Se state provando ad accedere dal vostro telefono, seguite queste istruzioni.
  6. Se ancora non riuscite ad accedere o se avete dimenticato la password, provate a reimpostare quest'ultima mediante Facebook Mobile. Per farlo, accedete a m.facebook.com dal browser del vostro dispositivo mobile e cliccate sul link Hai dimenticato la password?. Inserite il numero di telefono con cui avete effettuato l'iscrizione e seguite le istruzioni che vi vengono fornite.
  7. Se avete seguito tutte le istruzioni riportate sopra e non riuscite ancora ad accedere, comunicatelo a Facebook.
Non riuscite ad accedere al vostro account perché non riconoscete le persone presenti nelle foto che vi vengono mostrate durante il controllo di sicurezza.
Il controllo di sicurezza è pensato per proteggere le persone da accessi sospetti, come quelli effettuati da computer o paesi sconosciuti. Se avete problemi a identificare i vostri amici, attendete alcune ore e poi riprovate. Potreste anche avere la possibilità di scegliere un controllo di sicurezza diverso dal menu Scegli un metodo di verifica.

Quando accedete a Facebook, vedete un messaggio con l'avviso che è stato individuato un virus ed è necessario analizzare il computer con il software McAfee.
Vedete questo messaggio perché Facebook ha individuato attività che indicano un uso sospetto del vostro account. Queste attività fanno pensare che il vostro computer possa essere infettato da malware. Per proteggere sia il vostro account sia i file sul vostro computer, è necessario analizzare e pulire il computer. Poiché McAfee è partner di Facebook, potete farlo gratuitamente accedendo a Facebook e seguendo le istruzioni visualizzate sullo schermo. Maggiori informazioni su McAfee.



Venite continuamente disconnesso dal sito quando cliccate sui link.
Inviate una segnalazione dettagliata per consentire a Facebook di analizzare ulteriormente il problema. Tenete presente che, se Facebook non ha sufficienti informazioni per lavorare al problema, può contattarvi per maggiori dettagli. Se desiderate ricevere aggiornamenti quando Facebook risolve i problemi segnalati, consultate la sua Pagina dedicata ai problemi noti.


Perché quando accedete vi viene chiesto di registrare il vostro computer?
Le Notifiche degli accessi sono funzioni attivabili per salvaguardare la sicurezza, che inviano un avviso quando si accede all'account. Quando le notifiche degli accessi sono attivate, vi sarà chiesto di registrare qualsiasi nuovo dispositivo (ad es. computer e cellulari) che utilizzate per accedere a Facebook. Per regolare questa impostazione:
  1. Accedete alla vostra pagina Impostazioni account.
  2. Cliccate sulla scheda Protezione
  3. Cliccate sulla sezione Notifiche di accesso e aggiornate le vostre impostazioni
  4. Salvate le modifiche
  5. Se il problema non si risolve, comunicatelo a Facebook.
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