venerdì 16 marzo 2012

Oltre il 51% del traffico Web non è generato dall'uomo ma da macchine


I più suggestionabili potranno vederci un presagio dello Skynet di Terminator e in effetti, messo giù in un certo modo, il report della società di sicurezza Internet Incapsula suona angosciante: la maggioranza assoluta del traffico Internet riferito al World Wide Web sarebbe messo in moto da algoritmi e automatismi computerizzati, e molto di questo traffico sarebbe di tipo nocivo. Spam, tentativi di hacking, cracking, ecc. In questo scenario l'attività degli esseri umani è una triste minoranza. Data la natura della società che l'ha pubblicata, la ricerca è chiaramente volta a enfatizzare il ruolo di Incapsula nella protezione dei dati su server, ma permette ugualmente di avere un'idea su chi sono i nostri compagni di web surfing.

Per la precisione, la percentuale di traffico generato dalle macchine (che esclude file sharing e in generale qualunque protocollo fuori dall'http) arriva al 51% contro il 49% dell'attività mossa dai clic umani. Di questo 51%, continua Incapsula, c'è un innocuo 20% frutto degli algoritmi dei motori di ricerca: sono gli spider di Google, Bing e compagnia che curiosano sui siti per indicizzarli nei propri database. Resta un 31% composto di attività minacciose. Nello specifico, un 2% del traffico web deriva dagli spam bot: programmi specializzati a lasciare annunci pubblicitari e link di dubbia provenienza in forum, blog e social network (come ad esempio Facebook e Twitter) sottraendo, oltretutto, una parte consistente della banda.


Il 5% è l'attività degli scraper: algoritmi che copiano il contenuto dei siti per incollarlo su altri server o raccoglierne gli indirizzi e-mail contenuti da utilizzare nelle liste di spam. Un altro 5% è generato da veri e propri attacchi di hacking: ricerca ed exploit di vulnerabilità presenti sui vari siti sono attività di prova ed errore dal dispendio oneroso in termini di traffico, così come gli attacchi DDoS utilizzati per sovraccaricare le risorse dei server nel mirino. Al primo posto per mole di dati mossa - il 19% di tutto il traffico web - ci sono programmi di analisi creati per monitorare i cambiamenti in determinati siti e informarne gli eventuali competitor in una sorta di spionaggio industriale computerizzato, categorizzati da Incapsula come software-spia di vario genere.

"Poche persone realizzano davvero cosa significa, in termini di sicurezza personale e dei propri device, che più della metà del traffico in rete sia generato da macchine e programmi potenzialmente maligni - ha dichiarato Marc Gaffan, co fondatore di Incapsula al sito di tecnologia ZDnet - senza considerare lo spreco di banda dovuto a tali applicazioni automatiche e che invece potrebbe essere recuperato per altri scopi". Cosa significa questo per il navigatore occasionale? Non molto, in realtà. A preoccuparsi, secondo Incapsula, dovrebbero essere aziende e realtà che ospitano pagine sul web, che si trovano a fronteggiare la situazione giorno dopo giorno (e a cui l'azienda offre i propri servigi). Ma pensare che il web non è dominato da chi l'ha creato fa riflettere.

Fonte: Incapsula
Via: Wired

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