giovedì 10 ottobre 2013

Trend Micro: sono a quota un milione minacce malware per Android


Trend Micro lo aveva previsto a dicembre del 2012 e con tre mesi di anticipo rispetto alla fine dell'anno, la previsione si è avverata. Le minacce Android, in particolare malware e applicazioni ad alto rischio, hanno raggiunto e si apprestano a superare la soglia di 1 milione. 

Il Mobile App Reputation Service di Trend Micro, il servizio di sicurezza cloud-based che testa in modo dinamico le applicazioni mobile Android di tutto il mondo alla ricerca di attività nocive, uso scorretto delle risorse e violazioni della privacy, ha rilevato che la diffusione dei malware mobile (come i sempre più diffusi premium service abuser) e delle applicazioni a rischio elevato (come quelle che contengono Adv che portano a siti di dubbia natura) ha superato ogni possibile aspettativa rendendo questo fenomeno una reale emergenza in termini di sicurezza. 

Sicuramente, l’affermarsi crescente di Android come principale piattaforma mobile, le sue vulnerabilità intrinseche, unite alla maggiore diffusione dei dispositivi come tablet e smartphone, hanno reso questo contesto un terreno ideale per le attività del cybercrime, sempre attento ad adeguare le sue tattiche di attacco al mutare dello scenario tecnologico.  

Tra le tipologie di malware mobile più diffuse primeggiano i premium service abuser, che iscrivono i dispositivi infetti ai servizi premium ad insaputa degli utenti, e gli adware indesiderati. Emergono anche famiglie particolare di minacce, come FAKEINST (34%) e OPFAKE (30%), che hanno la particolarità di mascherarsi per apparire come applicazioni ufficiali, spesso di carattere gaming o di intrattenimento. Uno degli esempi di FAKEINST più eclatanti degli ultimi mesi riguarda l’app gaming Bad Piggies, la cui versione fake, quasi identica all’originale, è stata resa disponibile subito dopo la pubblicazione del gioco. 

Dal punto di vista degli utenti Android la propensione a preferire le applicazioni che si possono scaricare gratuitamente e non prestare la giusta attenzione alle autorizzazioni che queste richiedono, oltre a non adottare software e misure di protezione dei propri dispositivi, renderà il fenomeno del mobile malware ancora più rilevante nei mesi a venire, imponendo a produttori, vendor di sicurezza e utenti stessi di fronteggiarsi con un pericolo reale che ha ormai raggiunto una massa critica.

Fonte: Trend Micro

Copyright © 1989-2013 Trend Micro Incorporated. All rights reserved.

giovedì 3 ottobre 2013

Malware, un attacco su tre comporta perdita di denaro per gli utenti


Attacchi malware vuol dire perdite di denaro per il 36% degli utenti e molti di questi sono anche costretti a pagare per ripristinare i dispositivi danneggiati e riportarli alle normali condizioni. Questo dato è emerso dalla ricerca globale condotta durante l’estate 2013 da B2B International e Kaspersky Lab. Molto spesso i malware non vengono ritenuti particolarmente pericolosi dagli utenti. In realtà, questi attacchi costano nel tempo molto denaro agli utenti. 

Un criminale informatico può infatti rubare tutti i risparmi di una vittima attraverso un unico attacco al sistema di e-payment o al conto corrente online. Il 17% degli intervistati ha dichiarato che i costi sono serviti per pagare persone in grado di ripristinare il dispositivo, con circa il 10% che ha pagato per il recupero dei dati persi, il 9% che ha dovuto sostituire i componenti danneggiati e il 5% che ha acquistato un dispositivo nuovo. 

Più di un quarto di tutti gli intervistati (27%), è stato colpito almeno una volta da un attacco malware negli ultimi 12 mesi. E' un dato significativo, ma che non sorprende: gli specialisti di Kaspersky Lab rilevano ogni giorno più di 200.000 campioni di malware (non più di un anno fa questa cifra era di  125.000 campioni di malware al giorno). Un numero consistente di utenti, 11%, ha deciso di acquistare una protezione software quando era ormai troppo tardi. 

Nel migliore dei casi questo intervento ha interrotto l’attività nociva sul dispositivo, nel peggiore dei casi, invece, gli attacchi hanno lasciato gli utenti senza denaro. Circa il 56% degli utenti ha dichiarato che apprezzano i dati importanti memorizzati nella memoria di un computer più che il computer stesso. Poiché i dati personali hanno valore, la gente è preoccupata per la sua sicurezza. 

In particolare, gli utenti temono che i loro dati personali possano essere rubati da terzi - un problema scelto dal 69% degli intervistati. Nel 57% dei casi le persone non sono certe che le tecnologie di protezione delle aziende a cui affidano i loro dati personali, anche di carattere finanziario, sono al sicuro. Il 44% degli utenti hanno gli stessi timori per le agenzie governative - queste persone sono incerte sul fatto che i servizi di informazione del governo siano in grado di memorizzare in modo sicuro i dati personali.


Fonte: Kaspersky Lab
Foto credit: Kaspersky